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LEGGE SALVA BORGHI N. 158/2017 – definiti i criteri per l’accesso ai fondi.

Piccoli Comuni: la soddisfazione di Realacci

Ermete Realacci, presidente della commissione Ambiente della Camera e primo firmatario del testo, soddisfatto per la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, ha dichiarato: “Pubblicata in Gazzetta Ufficiale la Legge Salva borghi a mia prima firma sui Piccoli Comuni.

Un passo avanti importante per un’Italia più attenta ai territori, alle comunità e al futuro.

La Legge Salva borghi a lungo attesa considera i nostri 5.567 Piccoli Comuni la chiave per un’alleanza tra innovazione, territori, coesione e bellezza alla base del futuro dell’Italia.

Un modello per uno sviluppo sostenibile e un’economia più a misura d’uomo che punta sulle comunità e i territori, sull’intreccio fra tradizione e innovazione, vecchi e nuovi saperi.

Tra i punti qualificanti della Legge Salva borghi, infatti, ci sono misure per la diffusione della banda larga, il sostegno dell’artigianato digitale e la promozione dei prodotti locali.

Un modo per valorizzare sia le nostre bellezze che tanta parte di quel MADE IN ITALY apprezzato dappertutto.

Si può competere in un mondo globalizzato se si mantengono solide radici.
Se si innova senza cancellare la propria identità, perché l’Italia e forte quando fa l’Italia.

Il provvedimento stanzia 100 milioni di euro in sette anni per il recupero e la messa in sicurezza dei 5.567 borghi italiani.

Legge Salva Borghi – il punto al 06/11/2017

Il prossimo 17 novembre entra in vigore la Legge 158/2017 per la valorizzazione dei Comuni con meno di 5.000 abitanti (3.000 se appartengono o sono appartenuti a Comunità Montane) che prevede un Piano Nazionale da 100 milioni di euro in sette anni (dal 2017 al 2023). 

Valorizzazione piccoli Comuni: cosa prevede la Legge Salva borghi  in sintesi:

La Legge prevede misure per il recupero dei centri storici in abbandono o a rischio spopolamento da riconvertire in alberghi diffusi e incentiva l’acquisizione e la riqualificazione di terreni e di edifici in stato di abbandono o di degrado per l’avvio di nuove attività turistiche e commerciali volte alla valorizzazione e alla promozione del territorio e dei suoi prodotti.

Inoltre con le risorse si avvieranno opere di manutenzione del territorio con priorità alla tutela dell’ambiente, la messa in sicurezza di strade e scuole e interventi volti alla riduzione del rischio idrogeologico.

Il provvedimento mira anche all’efficientamento energetico del patrimonio edilizio pubblico e alla realizzazione di impianti di produzione e distribuzione di energia da fonti rinnovabili.

I piccoli Comuni potranno, inoltre, acquisire case cantoniere e tratti di ferrovie dismesse da rendere disponibili per attività di protezione civile, volontariato, promozione dei prodotti tipici locali e turismo.

La Legge Salva borghi istituisce misure per favorire la diffusione della banda larga, una dotazione dei servizi più razionale ed efficiente, itinerari di mobilità e turismo dolce, la promozione delle produzioni agroalimentari a filiera corta, al fine di contrastarne lo spopolamento e di incentivare l’afflusso turistico.

L’insediamento nei piccoli comuni costituisce una risorsa a presidio del territorio, soprattutto per le attività di contrasto del dissesto idrogeologico e per le attività di piccola e diffusa manutenzione e tutela dei beni comuni.

Legge Salva Borghi – il punto al 15/11/2018

Piccoli Comuni, i sindaci chiedono più risorse di Rossella Calabrese  

Anci, Legambiente, Borghi Autentici e Comuni montani premono per l’attuazione della Legge sui Piccoli Comuni.

La richiesta è quella di emanare al più presto i decreti attuativi della Legge sui Piccoli Comuni e stanziare maggiori risorse, al fine di avviare una grande opera di manutenzione dei territori.
 
È l’appello lanciato martedì scorso da oltre 200 sindaci nel corso di una conferenza stampa presso la sala stampa della Camera dei Deputati, da Anci, Legambiente, Associazione borghi autentici di Italia e Uncem e indirizzato al Presidente del Consiglio Conte affinché si acceleri l’attuazione della Legge 158/2017 sui Piccoli Comuni in vigore ormai da un anno, emanando i decreti attuativi.
 
“È fondamentale – hanno spiegato i sindaci – che vengano accelerati i tempi relativi all’emanazione dei decreti attuativi previsti dalla Legge Salva borghi e stanziate più risorse, ma soprattutto è importante che i territori inizino a vedere le ricadute concrete di una legge a loro difesa.

Serve una grande opera di manutenzione dei territori che metta al centro la custodia dei piccoli borghi e del patrimonio naturale per garantire la tenuta di tutto il territorio, la sicurezza degli insediamenti e la qualità delle filiere produttive legati al patrimonio naturale e alle produzioni agroalimentari locali”.
 
Nell’appello si chiede altresì di stanziare maggiori risorse per i borghi sotto i 5mila abitanti, a partire da questa Legge di Bilancio, incardinando le risorse non spese negli anni precedenti e già stanziate, perché i 160 milioni di euro previsti fino al 2023 dalla legge sono al momento ancora bloccati, fin quando non verranno emanati i decreti attuativi.
 

Nei Piccoli Comuni, vi risiede il 17% della popolazione italiana.

I piccoli borghi – spiega Legambiente – sono il 72% dei comuni d’Italia, la loro superficie copre il 55% del territorio nazionale e vi risiede il 17% della popolazione italiana (in media ci sono 64 abitanti per km).

Roccaforti di identità e sapere, custodi del nostro patrimonio storico-artistico, naturale ed enogastronomico, sono anche luoghi di sperimentazione delle buone pratiche più innovative in fatto di energia, economia verde e riciclo dei rifiuti, laboratori di accoglienza e inclusione sociale.
 
La Legge Salva borghi  n.158/2017 sui piccoli borghi, approvata all’unanimità nel 2017, è un provvedimento che offre uno strumento di indirizzo strategico a lungo atteso, ma che deve essere accompagnato da azioni fondamentali a partire dall’emanazione dei decreti attuativi.

Legge Salva Borghi – il punto dal 27/08/2020 al 02/01/2021

Definiti i criteri per l’accesso ai fondi previsti dalla legge 158/2017 cosiddetta “Legge Salva borghi” sulla valorizzazione, riqualificazione e recupero dei centri storici dei comuni sotto i 5mila abitanti.

E’ stato infatti pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 27 agosto il decreto del ministero dell’Interno 10 agosto 2020 recante “Definizione dei parametri per la determinazione delle tipologie dei piccoli comuni che possono beneficiare dei finanziamenti previsti dalla legge 6 ottobre 2017, n. 158”.

Ci sono voluti tre anni – spiega Restaini (Coordinatrice della Consulta dei Piccoli Comuni di Anci Lazio)– ed il coinvolgimento di ben 5 ministeri per arrivare a stabilire i criteri di una classificazione che dovrà portare, con altro decreto, ad una sorta di graduatoria dei Piccoli Comuni, che dopo ulteriori tre anni dovrà essere revisionata.”

L’IMPORTO è STATO PORTATO A 160 MILIONI

I comuni in  possesso  di  almeno  uno  dei seguenti requisiti saranno i potenziali destinatari di  finanziamento degli interventi da definire, ai sensi dell’art. 3 della legge 158/2017,  con  la predisposizione del Piano nazionale per la riqualificazione dei piccoli comuni:

  • Comuni collocati in aree interessate da fenomeni di dissesto idrogeologico;
  • Comuni caratterizzati da marcata arretratezza economica;
  • Comuni nei quali si è verificato un significativo decremento della popolazione residente rispetto al censimento generale della popolazione effettuato nel 1981;
  • Comuni caratterizzati da condizioni di disagio insediativo, con indicatori indice di vecchiaia, percentuale degli occupati e indice di ruralità;
  • Comuni caratterizzati da inadeguatezza dei servizi sociali essenziali;
  • Comuni ubicati in aree contrassegnate da difficoltà di comunicazione e dalla lontananza dai grandi centri urbani;
  • Comuni la cui popolazione residente presenta una densità non superiore ad 80 abitanti per chilometro quadrato;
  • Comuni appartenenti alle unioni di comuni montani;
  • Comuni con territorio compreso totalmente o parzialmente nel perimetro di un parco nazionale, di un parco regionale o di un’area protetta;
  • Comuni istituiti a seguito di fusione;
  • Comuni ricadenti nelle aree interne.

Con successivo decreto dovrà essere definito l’elenco dei piccoli comuni che rientrano nelle tipologie previste dalla norma.

Come a dire che la via è ancora lunga per giungere all’attuazione di questa Legge Salva Borghi?

 

Fonti:
Smart Cities Italy
I Viaggi di Cicerone
Legambiente
FASI 
ANCI – LAZIO  

 

Richiedi info e supporto per la Legge Salva Borghi. 

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