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Resilienza urbana

La resilienza urbana dei quartieri e delle città.

Resilienza urbana spazi pubblici e nuovi attori della rigenerazione urbana.

Per la messa in opera di un progetto di Resilienza Urbana dei Quartieri e delle Città è necessario l’intervento di un’Associazione che coinvolga professionisti, imprese, artigiani, studenti e ricercatori capaci di operare sfruttando le IoT in ambito strettamente edilizio e urbanistico, le nuove tecnologie a disposizione e l’innovazione sociale.

l siti industriali dismessi rappresentano una grande opportunità di investimento e sviluppo.
Come si agisce? Si inseriscono attività produttive ecologiche che abbiano un importante impatto sociale ed economico, alcune delle attività già pensate in progetti di resilienza urbana territoriale hanno visto le Vertical Farm, i FabLab e gli spazi di coworking.

Il recupero dei padiglioni industriali non riguarda solamente un discorso di ristrutturazione urbanistica ma propone un nuovo modello sociale che prevede anche esperienze di cohousing (co alloggiamento) in cui con un nuovo sistema abitativo e produttivo, c’è una diversa condivisione degli spazi di vita rispetto a quella a cui siamo abituati oggi e dove si incontrano e si intrecciano la condivisione delle conoscenze e si condividono le realtà produttive locali.

Resilienza Urbana: tecnologie e soluzioni per la Smart City” – Presentate al Fab10 di Barcellona nel 2014

Uno esempio di quanto sopra descritto è rappresentato dalla proposta che fu presentata al Fab10 Barcelona 2014 come buona pratica di rigenerazione urbana nell’ambito del panel di ricerca sul tema della città produttiva: un progetto di recupero resiliente dell’area industriale dismessa del Comune di Ferrara, zona di particolare interesse da parte dell’amministrazione per la realizzazione di alloggi per studenti.

Il progetto presentato mostrava che la rimessa in funzione di tali aree si realizza attraverso il recupero dei padiglioni industriali con tecniche di bioremediation e l’inserimento di nuove funzioni quali la Vertical Farm, il Fab Lab e incubatore di impresa, le unità abitative in cohousing e gli impianti per la produzione di energia da fonti rinnovabili.
Le strutture coinvolte erano la società privata proprietaria dell’area industriale, l’associazione Medaarch,
l’Università degli Studi di Napoli «Federico Il», ed il Comune di Ferrara come principale interlocutore.

Progetto scalabile e replicabile in ogni area industriale dismessa.

  • I costi sono deducibili dalle dimensioni e dalle condizioni di degrado dell’area industriale in esame.
  • I costi di realizzazione della proposta progettuale sono minimizzati grazie all’utilizzo di tecnologie smart a basso impatto ambientale.
  • I tempi di implementazione sono quantificabili in un arco di tempo che non superi i 3 anni.
  • I benefici sociali dell’intervento sono molteplici ed un sistema di indicatori è sviluppato in collaborazione con l’Università di Napoli un risparmio di risorse economico-finanziare ed ambientali grazie all’utilizzo di nuove tecnologie «green» che permettono di evitare quando possibile pratiche di abbattimento e ricostruzione.

l soggetti da coinvolgere in progetti come questo sono infatti sia pubblici che privati: proprietari delle aree industriali, dalle amministrazioni pubbliche e dai cittadini, che saranno coinvolti nella definizione delle funzioni del quartiere resiliente considerando i bisogni e i desideri della comunità locale in un processo di progettazione partecipata.

La resilienza urbana è l’arte di adattarsi ai cambiamenti, trasformando così le incertezze in occasioni e i rischi in innovazione.

Resilienza urbana

Smart Cities Italy si occupa di strategie e azionie a favore di progetti avanzati per la rigenerazione urbana, che comprendono la mobilità, i nuovi modelli produttivi, la socialità, la sharing economy.

 


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Associazione Smart Cities Italy
Sviluppo e riqualificazione del territorio

 

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